NoCost: le altre rate le paghi tu?

NoCost: le altre rate le paghi tu?


Da qualche tempo si vedono in giro per le nostre strade automobili con la scritta “tua a soli € 290. Le altre rate le paghiamo noi!” e ci è sorto subito un dubbio: come funziona? Perché qualcuno dovrebbe pagare l’auto al posto nostro? Quale sarebbe il guadagno? Dovremmo fidarci? Cerchiamo di capire insieme come funziona.

Il sistema “No-Cost Auto” promette di facilitare l’acquisto dell’auto dei propri sogni pagando le rate al posto nostro.

Da quanto si legge sul sito della società di proprietà della Vantage Group srl è sufficiente recarsi presso un concessionario fra quelli selezionati dalla società e scegliere una macchina nuova o a chilometro zero di colore bianco. Una volta concluso l’acquisto non resta che godersi l’auto nuova, condividere qualche foto su Facebook e attendere il bonifico per il rimborso della rata. Ma è davvero tutto così semplice?

Detto in questi termini l’unico obbligo degli acquirenti, che la società nomina “Drivers”, sembra quello di dover condividere delle foto sul proprio profilo Facebook, due volte a settimana, sempre diverse fra loro.

Il patto però non è del tutto gratuito. Sul sito, infatti, si legge che al momento della sottoscrizione, il cliente dovrà stipulare un accordo con una finanziaria che, oltre a coprire il costo dell’auto, dovrà comprendere l’anticipo di 1070 euro per le spese istruttorie, l’acquisto del pacchetto Easy (che comprende diversi servizi) e il pagamento di 480 euro per il rilascio della polizza fideiussoria a garanzia dei rimborsi spettanti. La società si impegna al rimborso della rata per un massimo di 290 euro, che, spesso, riesce a coprire l’intero importo.

Tutto sembra andare liscio: clienti soddisfatti che possono (e devono!) vantarsi di avere una macchina a costo zero o quasi e che, a volte, grazie a questo sistema, hanno deciso di acquistare un auto con un costo superiore alle proprie capacità economiche, forti della sicurezza del rimborso.

Non sempre però il sistema ha funzionato. In primo luogo è necessario precisare che il regolamento di attuazione del codice della strada non consente la pubblicità sui propri veicoli se effettuata per conto terzi o a titolo oneroso. Per ovviare a questo problema, la No-Cost “assume” i propri drivers come incaricati alle vendite a domicilio con qualità di consulente, pagando il rimborso della rata a titolo di retribuzione. A ben vedere questo stratagemma sembra voler aggirare una norma di per sé molto chiara e, infatti, sono arrivate le prime multe. La società, tenendo conto del problema, ha tuttavia previsto un rimborso anche per queste situazioni.

Un forte dubbio però rimane. Come è possibile che questo sistema sia sostenibile? Non potendo sfruttare le macchine per poter esibire le pubblicità esterne, e quindi non potendo guadagnare da ciò, come si riesce a mandare avanti il sistema?

Semplice, non si riesce!

Infatti, come si può leggere sui vari siti delle associazioni di consumatori, molti drivers lamentano il fatto che la società abbia bloccato i rimborsi sia delle rate che delle multe. Studiando a fondo il sistema, quindi, sorge il dubbio che la società si finanzi con gli anticipi dei nuovi clienti e che quindi ci si trovi di fronte a una sorta di Marketing Multi livello. Con questo termine si indica, generalmente, una strategia di marketing legale in cui i venditori vendono i prodotti o servizi direttamente ai consumatori, incoraggiando e procacciando nuovi venditori. Si crea così una sorta di catena che permette al sistema di autofinanziarsi, ma che a lungo andare non è sostenibile perché diventa sempre più difficile trovare nuovi acquirenti.

Spesso questo sistema nasconde forme fraudolente come vendite piramidali, schema Ponzi o catene di Sant’Antonio. A grandi linee, in questi casi, chi sta in cima al sistema si arricchisce a discapito degli ultimi arrivati. Infatti, la persona in cima alla piramide è la prima a vendere un bene o un servizio ad un certo numero di persone, le quali dovranno introdurre altre persone nello schema e così via. Questo permette alla persona in cima di allargare la base della piramide sotto di sé in modo da ottenere margini sempre maggiori, lasciando pochissimo, a volte nessun, guadagno alla base.

Nel caso specifico non è possibile affermare con certezza che si tratti di un sistema piramidale fraudolento. I drivers non sono direttamente obbligati a ingaggiare altri acquirenti; lo fanno quasi inconsciamente, pubblicando le foto e parlando del sistema che ha permesso loro di acquistare l’auto nuova.

Non si può quindi parlare effettivamente di truffa, saranno le autorità competenti a stabilirlo. Nel caso specifico si tratta quasi di una scommessa: se il sistema regge avrò la mia auto gratis; se il sistema non regge pagherò le mie rate. Il problema nasce nel momento in cui non si è consapevoli della scommessa che facciamo. Molte persone infatti, fidandosi ciecamente del sistema pubblicizzato, hanno fatto il passo più lungo della gamba, impegnandosi oltre le proprie capacità economiche. Bisogna infatti ricordarsi che alla base del contratto c’è la stipula di una polizza di fideiussione. Secondo l’art. 1936 del Codice Civile “è fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce (promessa unilaterale) l’adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza.”

Nel caso specifico, quindi, il driver si obbliga personalmente nei confronti del creditore (concessionaria) al pagamento del debito. Questo significa che nel momento in cui il sistema No-Cost, per qualsivoglia motivo, non pagherà più le rate, i drivers saranno obbligati a pagare e non potranno opporre la non conoscenza della clausola.

È quindi molto importante imparare a capire tutte le condizioni proposte e ad agire con cautela, diffidando da chi promette guadagni troppo facili perché, si sà, Natale viene una volta all’anno!


Simona Usala

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