La determinazione delle tariffe

La determinazione delle tariffe


La vicenda di #Autostrade ha acceso i riflettori su un problema relativo alla gestione delle concessioni pubbliche: la determinazione delle tariffe.

Partiamo dall’inizio: cos’è un monopolio e perché è importante avere un meccanismo di controllo dei prezzi.

Il monopolio è una forma di mercato dove un’unica impresa (monopolista) offre un bene o servizio che non presenta stretti sostituti. Le autostrade sono un esempio di questa forma di mercato: il concessionario è l’unico soggetto che gestisce il servizio ed è l’unico che può offrirlo. Il servizio, inoltre, non presenta stretti sostituti nel senso che, molto probabilmente, non sono presenti altre autostrade per la stessa tratta.

In questa situazione è chiaro che l’impresa, se lasciata libera, potrebbe sfruttare il suo potere di mercato per fissare prezzi elevati e ottenere un extra-profitto. Un profitto, cioè, che è maggiore rispetto alla congrua remunerazione del capitale investito e dell’attività di amministrazione dell’azienda. Se ci pensate, è esattamente quello che succede nei bar dei cinema dove, dato che non si possono portare prodotti dall’esterno, il bar non subisce la concorrenza degli altri e può aumentare il prezzo dei propri prodotti. 

L’autorità pubblica può intervenire con diversi strumenti per ridurre le tariffe e controllare la dinamica dei prezzi. Bisogna però ricordarsi che queste tariffe non potranno essere troppo basse per evitare il fallimento dell’impresa, garantire la continuazione del servizio e la sua qualità. L’obiettivo, quindi, è quello di trovare un meccanismo che possa garantire la sopravvivenza dell’impresa evitando, contemporaneamente, la fissazione di tariffe troppo alte.

Questo obiettivo può essere raggiunto sfruttando due tipologie di contratto molto semplici ma molto utili: il Rate Of Return (ROR) e il Price Cap.

Nel contratto ROR lo stato fissa un tetto massimo al profitto dell’impresa tenendo conto del capitale investito e dei costi di produzione. In particolare, lo stato permette all’azienda di fissare dei prezzi che permettano alla stessa di coprire i suoi costi e di ottenere un profitto pari a una determinata percentuale del capitale investito. Questo contratto permette un controllo indiretto delle tariffe e garantisce la sopravvivenza dell’impresa, dato che le viene sempre garantito un profitto. Tale sistema, tuttavia, presenta alcuni effetti indesiderati: le aziende saranno incentivate a incrementare il proprio capitale a discapito degli altri fattori produttivi (effetto Averch-Johnson), l’impresa non sarà incentivata a ridurre i costi e a migliorare la propria efficienza e. Inoltre, un sistema di questo tipo richiede una conoscenza dei costi di produzione e del capitale investito che non è sempre facile da ottenere.

Il Price Cap, invece, funziona in modo differente e permette all’autorità di fissare direttamente una regola per la determinazione del prezzo. Secondo la formulazione base di questo contratto, le tariffe applicate dal monopolista crescono in base al tasso di inflazione (CPI) e a un termine X secondo la seguente formula: variazione del prezzo = CPI – X. Il termine X è quello che ci interessa e misura l’aumento atteso della produttività. In parole povere, l’autorità stima, con cadenza pluriennale, la possibile riduzione dei costi di produzione dell’azienda e impone alla stessa di ridurre i prezzi dello stesso ammontare. Da questa semplice regola emerge il vantaggio principale di questo strumento: l’incentivo alla riduzione dei costi. Infatti, se l’azienda riduce i costi in misura maggiore rispetto al famoso fattore X, può incrementare i propri profitti senza incorrere in nessuna sanzione da parte delle autorità. Il limite principale di questo strumento è dato dalla sua rigidità: un errore nel calcolo di X potrebbe costringere l’azienda a praticare prezzi troppo bassi e portarla al fallimento. La formula base del Price Cap, inoltre, può essere modificata, in modo da tener conto della qualità del servizio e di altri fattori, come la tutela ambientale o le condizioni dei lavoratori.

Anche l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha riconosciuto i vantaggi della seconda tipologia di contratti, che sarà utilizzata per la determinazione delle tariffe future da parte di Autostrade.

In conclusione, il Price Cap presenta numerosi vantaggi ma è pericoloso, può causare perdite e il fallimento del concessionario. Per ovviare a questo problema una delle possibili soluzioni è quella di permettere all’azienda di scegliere tra due contratti: un ROR con un tasso di rendimento ridotto e un Price Cap che può permettere di raggiungere, in condizioni ottimali, un maggior profitto rispetto al ROR. In questo caso, infatti, l’azienda sceglierebbe il ROR solo in caso di perdite e preferirebbe il Price Cap in tutti gli altri casi.




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