Chi ci dice a cosa pensare? La teoria dell’Agenda setting

Ai giorni nostri, la politica passa attraverso una moltitudine di canali, digitali o analogici: ogni elettore, quindi, ha la possibilità di informarsi nel modo che preferisce. Nonostante l’esistenza dei social media, le idee e i progetti che i politici intendono comunicare devono tuttora passare per i mass media. Le interviste, l’articolo di un giornale o una conferenza stampa rimangono la congiunzione tra elettori ed eletti, tra politicanti e ammiratori. Per saperne di più

Storia di un partito scissionista: siamo pronti alla fine del PD?

Il 14 ottobre 2007 si tenevano le primarie che avrebbero dato i natali al Partito Democratico, un partito che nasceva dalle ceneri dei Ds e Margherita unendo così due anime: una socialdemocratica e l’altra più riformista. Una storia caratterizzata da alti e bassi, partita con il primo segretario, Walter Veltroni, fino ad arrivare ai giorni nostri con Nicola Zingaretti. Dalla sua nascita ad oggi son passati quasi 12 anni dove non son di certo mancati terremoti e scissioni come in ogni partito di sinistra che si rispetti. Il primo ad abbandonare la barca fu uno dei suoi padri costituenti, Francesco Rutelli, che nel 2009 uscì per poi fondare il movimento “Alleanza per l’Italia”. Per saperne di più

Marketing del consenso e protesta creativa: chi la fa l’aspetti

Il ministro degli Interni della Repubblica italiana, Matteo Salvini, è attualmente il politico europeo con più follower (6 milioni)nei social network più famosi, Facebook, Twitter e Instagram. Di fatto, Salvini e il suo staff (in particolare il suo spin doctor, Luca Morisi) hanno implementato una strategia social molto invasiva e divisiva: se da una parte riescono ad essere sempre un passo avanti in termini di preferenze dell’elettorato, dall’altra seguono delle dichiarazioni forti che tempestivamente vanno a puntare il dito contro tutti i loro oppositori/nemici. Per saperne di più

Una guida pratica al voto in Sardegna

Come tutti sappiamo, siamo in piena campagna elettorale in vista delle elezioni regionali Sarde. Secondo gli ultimi sondaggi, oltre alle due coalizioni di centro destra e di centro sinistra c’è anche il candidato del Movimento 5 Stelle a contendersi lo scranno di presidente della Regione.
Riprendiamo il contributo di Simone Angei, Avvocato e Cultore di Diritto amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, il quale analizza i meccanismi dell’attuale legge elettorale in modo da schiarirci le idee per l’imminente chiamata alle urne. Per saperne di più

Il PD è morto?

Due giorni dopo le elezioni in Abruzzo abbiamo tutti i dati per ricostruire questa tornata elettorale.
Il consiglio uscente della Regione è stato negli ultimi cinque anni guidato da una coalizione di centro-sinistra anche se, a guardare le scorse tornate elettorali, in Abruzzo dal 1995 non viene riconfermato il colore del consiglio. Potremmo quindi dire che in questo caso non è così “straordinaria” la vittoria del centro-destra (48% dei voti).
Tralasciando il fenomeno Lega che prende più del 27% nella sua prima apparizione nella regione e l’ennesimo passo falso del M5S alle regionali, vorrei focalizzarmi su quanto accaduto nel centro-sinistra.
La coalizione capeggiata da Giovanni Legnini prende più del 31% dei voti il ché, dati i risultati delle politiche di Marzo, sembra vedere un centro-sinistra ancora vivo. Un centro-sinistra però molto frammentato, composto da una coalizione di liste civiche e partiti che riescono a racimolare una buona fetta delle preferenze. Per saperne di più