Sui miti ambientalisti ed altre tristi verità

In questi giorni The Lancet ha pubblicato il report “The Lancet, Countdown on Health and Climate Change”, un’analisi dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute. Secondo lo studio, l’Italia nel 2016 è stato il primo paese in Europa e l’undicesimo nel mondo per morti premature da esposizione a polveri sottili PM 2.5.
Sono questo tipo di notizie, insieme a quelle sui disastri causati dal “maltempo” che sempre più spesso leggiamo nelle pagine di cronaca dei quotidiani, che fanno porre  domande come: che impatto ha il mio stile di vita sulla cosiddetta emergenza climatica? Cambiarlo  può avere davvero un’influenza sui cambiamenti climatici, o è solo colpa dei grandi Stati che non si curano abbastanza delle emissioni (Brasile, USA, Cina, India…)? 
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The Long and Winding Road pt.1: cosa succede dopo il diploma?

I recenti dati sulle prove Invalsi hanno riacceso il dibattito sulla scuola italiana, ponendo maggiormente l’accento sulle differenze registrate a livello regionale riguardanti le performance degli alunni nelle diverse materie.

Oggi però vogliamo ragionare su un aspetto diverso dell’istruzione nel nostro paese: cosa succede dopo il diploma? Che percorso prendono i nostri studenti?
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Povertà e disuguaglianza nell’Unione Europea

Illustration: Nick Lowndes

Povertà e disuguaglianza sono due categorie distinte, ma fra di loro intrecciate. Nel 2016, il numero di europei a rischio di povertà o esclusione sociale era di 118 milioni: il 23,5% della popolazione dell’Unione Europea. La disuguaglianza invece può essere suddivisa in disuguaglianza di reddito e di ricchezza. Nel 2016 il 38,5% del reddito totale disponibile nell’UE era ricevuto dal top 20% degli europei, mentre il 20% più povero riceveva solo il 7,7% del reddito totale disponibile (vd. fig. 1): il reddito medio del 20% più ricco era di più di 5 volte superiore del reddito medio del 20% più povero (Eurostat, 2018). La disuguaglianza di ricchezza è ancora più accentuata di quella di reddito: considerando la ricchezza netta nell’area euro, il 5% delle famiglie ha una ricchezza negativa (più debiti che attivi), l’1% ha ricchezza netta nulla, mentre la curva della ricchezza netta per i quintili è molto distorta (vd. fig. 2): il 10% più ricco possiede il 51,2% della ricchezza netta totale (European Central Bank, 2016). Per saperne di più

Le (Non)Flat Tax giallo-verdi: tra complicazioni e incentivi distorti

Devo essere sincero, qui non si parlerà tanto di Flat Tax.

La Flat Tax, infatti, è un regime di imposta che prevede un’aliquota unica per tutte le fasce di reddito. In un regime di Flat Tax, quindi, l’ammontare d’imposta che un cittadino deve pagare viene calcolato semplicemente moltiplicando il suo reddito per l’aliquota unica. Il principale vantaggio di questo sistema è dato dalla sua semplicità. Per saperne di più

Fast fashion e lavoro sfruttato: il vero valore dei vestiti a basso costo

Sembra così lontana la storia di Iqbal Masih, pakistano, operaio, bambino ma soprattutto sindacalista e attivista per i diritti dei lavoratori, nonché simbolo internazionale della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile. 

Simbolo, perché altro non puoi essere, quando inizi a lavorare a 4 anni, quando poi a 5 vieni venduto da tuo padre per un debito di appena 12 dollari. Per saperne di più

Come arrampicarsi sugli specchi: i MiniBot

I minibot sono uno strumento “pericoloso, illegale e non necessario”.

Alla conferenza Euromoney a Londra, viene liquidata così la proposta relativa alla nuova moneta parallela (o carta di credito parallela, come preferite) del leghista Borghi. Penserete che sia stato qualche classico tecnico, magari olandese, con i capelli grigi, che si impiccia dei problemi degli italiani, invece no!
Questa dichiarazione è del nostro Ministro dell’Economia Giovanni Tria. Per saperne di più

Invalsi e scuole superiori: diagnosi di una frattura

La recente uscita del rapporto invalsi 2018 ci consente di trattare un tema a noi particolarmente caro: l’andamento della scuola secondo le capacità acquisite dagli alunni. In questo contributo si è scelto di concentrare l’analisi esclusivamente alle scuole superiori.

L’analisi dei risultati della prova invalsi viene effettuata su un campione di 48.664 alunni. Questo campione viene definito nel seguente modo: in primo luogo si estraggono le scuole dalla popolazione totale delle scuole italiane, da questo gruppo di scuole poi vengono estratte due classi per istituto. Per saperne di più

Scuola: se la divisa ci rende un po’ più uguali

Non si sentiva parlare di divise scolastiche – in Italia il classico grembiule –  dal lontano 2008, cioè dalla Riforma della Scuola Gelmini. La Riforma proponeva infatti la reintroduzione dell’uniforme nelle scuole pubbliche.  Ad oggi, in Italia non esiste alcun obbligo di legge per l’utilizzo di divise scolastiche a nessun livello di istruzione. Benché sia prassi l’utilizzo dei grembiuli nelle scuole materne, e in molte scuole elementari, la decisione è sempre in capo ai dirigenti scolastici. Per saperne di più

NoCost: le altre rate le paghi tu?

Da qualche tempo si vedono in giro per le nostre strade automobili con la scritta “tua a soli € 290. Le altre rate le paghiamo noi!” e ci è sorto subito un dubbio: come funziona? Perché qualcuno dovrebbe pagare l’auto al posto nostro? Quale sarebbe il guadagno? Dovremmo fidarci? Cerchiamo di capire insieme come funziona.
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Salario minimo: è la strada giusta?

La Stampa – REPORTERS

La crescente diseguaglianza che attanaglia il nostro paese, sommata alla costante nascita di nuovi lavori al di fuori dalla concertazione sindacale ha messo in luce una peculiarità dell’ordinamento italiano sulla regolamentazione dei rapporti lavorativi.  

L’italia, infatti, è uno dei pochi paesi dell’Unione Europea a non prevedere un Salario Minimo legale. Per saperne di più